Da trent’anni alla direzione dell’hotel di famiglia.

 

Mima Muratovic e suo marito si preparano oggi a ricevere la quarta stella. Il riconoscimento dovrebbe arrivare entro la prossima estate, ma il lavoro per ottenerla è già stato fatto: l’alta qualità del servizio e una nuova mentalità imprenditoriale guidano da tempo le scelte dell’hotel di Andalo.



 

Entro la fine dell’estate l’Hotel Nordik passerà da 3 a 4 stelle. Come state vivendo queste settimane?

L’obiettivo 4 stelle è sempre stato nei nostri pensieri.

In particolare negli ultimi due anni, quando abbiamo capito come stava evolvendo il mercato, ci siamo impegnati ancora di più per adeguare il nostro servizio alle esigenze del cliente.

Trovarci a pochi mesi dall’ottenere la quarta stella ci rende molto soddisfatti.

 

 

C’è dell’orgoglio nel riuscire a realizzare questo obiettivo?

Certo. Orgoglio, soddisfazione, ma anche sacrificio, dedizione…

Ogni lavoro ha le sue fatiche, ma chi si occupa di ristorazione e ricezione in questo momento vive una sfida davvero impegnativa.

Tra le molte difficoltà di questi ultimi anni e il cambiamento nelle abitudini e nel pensiero dell’ospite, gli ostacoli sono stati tanti.

Volendo fare un esempio, pensiamo a quanto è difficile trovare anche solo il personale necessario.

I famigliari stessi, dopotutto, sempre più spesso seguono altre strade.

Non è più come trent’anni fa, quando i figli rimanevano in azienda. Oggi viaggiano, studiano, fanno scelte che li portano lontani.

Anche questa piccola sicurezza è venuta meno.

 

 

C’è un segreto dietro a questo risultato?

Da parte mia direi l’impegno, ormai costante da più di 30 anni.

Lo stesso se non di più vale per mio marito, perché l’albergo è di famiglia e lui qui ci è nato.

Questo hotel lo viviamo come se fosse casa nostra: siamo sempre presenti, sia per i nostri ospiti che per i nostri dipendenti.

Crediamo che la forza comune possa fare la differenza e ci piace sentirci come una grande famiglia.

 

 

Sono tanti gli albergatori che non riescono a raggiungere questo traguardo. Per voi cos’ha fatto la differenza?

Come ho già detto, per noi è stato un obiettivo che abbiamo desiderato a lungo.

Per realizzarlo è stato importante offrire qualcosa di più di una vacanza, ma anche e soprattutto un’esperienza.

Alla fine molto dipende dal tipo di soggiorno che vuoi far vivere al tuo ospite. Quello che cerchiamo di fare noi è di avere quella cura in più che fa la differenza.

Interessarsi ai programmi del cliente, chiedergli com’è andata la passeggiata, se ha mangiato bene, come ha dormito… sono piccole attenzioni che ti fanno sentire come in famiglia.

Ed è sempre bello quando ti alzi la mattina e qualcuno ti chiede come stai.

È chiaro che noi possiamo permetterci un’attenzione maggiore perché l’albergo è piccolo. Se avessimo cento stanze sarebbe più complicato.

 

 

È chiaro che per voi l’identità conta molto. Quanto è importante per un albergo in generale?

Personalmente credo che abbia un’importanza nevralgica.

Andare in vacanza significa vivere un’esperienza che porterai con te per tutta la vita. Allora diventa fondamentale riuscire a trasmettere qualcosa di nostro anche all’ospite. Ma dobbiamo riuscire a comunicargli quelle emozioni e quelle sensazioni sin da subito, già dal momento in cui sta valutando le nostre proposte.

Pensa che ho strutturato un ufficio apposito che si occupa, dal momento in cui riceviamo una richiesta di preventivo, di ricontattare il cliente per personalizzare la vacanza in base ai suoi desideri.

Qui in hotel abbiamo tante soluzioni diverse sia per la scelta della camera che per il tipo di attività, indoor e outdoor. Attraverso una semplice telefonata possiamo creare sin da subito un feeling di fiducia, benessere ed armonia tra le aspettative dell’ospite e le proposte della struttura.

 

 

Il Nordik è un hotel molto attento alla cura per i dettagli. Da dove arriva questa attenzione?

Mio marito è uno chef e di conseguenza è anche po’ artista.

Cucinare non significa solo scoprire nuove ricette o combinare bene i sapori. Anche saper impiattare, per esempio, è un’arte in cui il dettaglio gioca un ruolo fondamentale...

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